LA CAMPAGNA

In un momento storico in cui i conflitti relativi all’uso delle risorse idriche sono sempre più frequenti e l’assemblea delle Nazioni Unite decreta a larga maggioranza che l’acqua è un diritto umano essenziale, appare evidente il valore simbolico e politico della difesa della Patagonia.

La Campagna Patagonia senza Dighe, accogliendo e rilanciando in Italia l’appello del Consiglio per la Difesa della Patagonia e la campagna cilena “Patagonia sin Represas” intende promuovere una mobilitazione diffusa con questi obiettivi:

  • Fermare il progetto HidroAysèn
  • Sostenere i movimenti cileni che si battono per restituire ai cittadini i diritti all’uso dell’acqua sottratti durante la dittatura
  • Ottenere da parte dell’ENEL e delle sue controllate il pieno rispetto delle raccomandazioni della Commissione Mondiale sulle Dighe.
  • Impegnare il governo italiano a vigilare sugli impatti ambientali e sociali dei progetti dell’ENEL.

Gli interessi politici ed economici che guidano il progetto sono enormi e la sproporzione di forze e mezzi è come sempre impari. Ma la storia insegna che fermare le grandi dighe è possibile grazie all’alleanza internazionale delle comunità, dei movimenti, delle associazioni, di tutta la società civile e ad un lavoro continuativo ed ostinato.

Questa campagna vuole far riflettere su quale modello di sviluppo vogliamo, e mette in discussione radicalmente il modello insostenibile di consumare e produrre che si scontra sempre più con i limiti del pianeta, provocando danni su vasta scala.

La campagna vuole ribadire ancora una volta che le risorse naturali sono beni comuni e che la loro gestione deve coinvolgere le popolazioni e le comunità locali e non può essere demandata a quei soggetti che hanno il profitto privato come fine ultimo.

In Italia, come in Patagonia.