SCRIVI A ENEL!
oggetto: Ferma le dighe in Patagonia
Egregio Sig. Conti,
Le scrivo per condividere le mie preoccupazioni relativamente al progetto HidroAysén nella Patagonia cilena.
La Patagonia è uno degli ultimi luoghi incontaminati del pianeta, un patrimonio mondiale di biodiversità, con un ecosistema molto fragile.
Secondo i dati disponibili, con la costruzione delle dighe 5.900 ettari di terra verranno sommersi per la creazione dei bacini artificiali, e si tratta di alcune delle terre agricole più produttive della regione, e di foreste primarie.
Speci animali rare vedranno compromesso irreversibilmente il loro habitat naturale a causa degli allagamenti dovuti ai bacini.
La linea di trasmissione lunga 2300 chilometri, necessaria per trasportare l’energia eventualmente prodotta verso le miniere del nord del paese, attraverserebbe 67 comuni, inclusi territori indigeni, 14 aree protette, foreste pluviali ancora intatte, parchi nazionali, così come regioni geologicamente instabili, caratterizzate dalla presenza di vulcani attivi e da frequenti terremoti.
Personalmente ritengo che HidroAysén sia un progetto obsoleto, rischioso e troppo costoso, a cui si oppone il 74% della popolazione cilena, e credo anche che non sarebbe dovuto essere approvato, considerate le critiche sull’ inadeguatezze e le irregolarità che hanno caratterizzato il processo di valutazione di impatto ambientale.
Sostengo con convinzione le richieste della popolazione cilena di investire nell’efficienza energetica e nelle energie rinnovabili non convenzionali, che permetterebbero di rifornire il Cile dell’ energia di cui ha bisogno, ma che sia economica, sostenibile e meno distruttiva Per queste ragioni le richiedo con convinzione, in quanto Amministratore Delegato di ENEL, che oggi controlla ENDESA, una delle imprese che compongono il consorzio HidroAysen, di ritirarsi immediatamente e definitivamente da un progetto tanto distruttivo.
In fede,
Le scrivo per condividere le mie preoccupazioni relativamente al progetto HidroAysén nella Patagonia cilena.
La Patagonia è uno degli ultimi luoghi incontaminati del pianeta, un patrimonio mondiale di biodiversità, con un ecosistema molto fragile.
Secondo i dati disponibili, con la costruzione delle dighe 5.900 ettari di terra verranno sommersi per la creazione dei bacini artificiali, e si tratta di alcune delle terre agricole più produttive della regione, e di foreste primarie.
Speci animali rare vedranno compromesso irreversibilmente il loro habitat naturale a causa degli allagamenti dovuti ai bacini.
La linea di trasmissione lunga 2300 chilometri, necessaria per trasportare l’energia eventualmente prodotta verso le miniere del nord del paese, attraverserebbe 67 comuni, inclusi territori indigeni, 14 aree protette, foreste pluviali ancora intatte, parchi nazionali, così come regioni geologicamente instabili, caratterizzate dalla presenza di vulcani attivi e da frequenti terremoti.
Personalmente ritengo che HidroAysén sia un progetto obsoleto, rischioso e troppo costoso, a cui si oppone il 74% della popolazione cilena, e credo anche che non sarebbe dovuto essere approvato, considerate le critiche sull’ inadeguatezze e le irregolarità che hanno caratterizzato il processo di valutazione di impatto ambientale.
Sostengo con convinzione le richieste della popolazione cilena di investire nell’efficienza energetica e nelle energie rinnovabili non convenzionali, che permetterebbero di rifornire il Cile dell’ energia di cui ha bisogno, ma che sia economica, sostenibile e meno distruttiva Per queste ragioni le richiedo con convinzione, in quanto Amministratore Delegato di ENEL, che oggi controlla ENDESA, una delle imprese che compongono il consorzio HidroAysen, di ritirarsi immediatamente e definitivamente da un progetto tanto distruttivo.
In fede,



